FB: Legislatura 18ª – Aula – Resoconto stenografico della seduta n. 174 del 13/12/2019 (Bozze non corrette redatte in corso di seduta) BAGNAI (L-SP-PSd’Az). Signor Presidente, io ho scelto il tema che scelgono gli studenti poco preparati e un po’ scarsi, il tema di attualità. Non è purtroppo un segreto che nella mia precedente professione, quella di docente universitario e di intellettuale libero nel dibattito, io avessi una propensione, un’appartenenza politica di Sinistra. Purtroppo non è un segreto perché il giovane collega Morelli della Camera bassa, nel suo spirito sempre sbarazzino, lo ha detto di fronte ad alcune centinaia di persone (secondo le fonti giornalistiche) in Piazza San Giovanni; io ne ho viste alcune centinaia di migliaia, ma non mi soffermo sugli zeri. Allora, per ravvivare l’atmosfera, cercherò di fare un discorso che riporti un po’ ai tempi in cui ero un una zecca, per dirlo con il linguaggio tecnico del Gruppo cui adesso ho deciso di appartenere (Applausi dal Gruppo L-SPPSd’Az), così spiego anche perché ho fatto questa scelta radicale, visto che ne abbiamo viste altre in questi giorni. Vorrei soffermarmi con voi su un tema che dovrebbe essere interessante nel momento in cui si discute la legge di bilancio, che è la legge fondamentale dello Stato – com’è stato notato da tanti – proprio perché decide a chi dare e a chi togliere. È quella in cui lo Stato esplica la propria funzione redistributiva, quella funzione che a noi leghisti “brutti e cattivi” era stato rimproverato di voler fare dal basso verso l’alto. Noi saremmo stati quelli che con la flat tax toglievano ai poveri per dare ai ricchi. Permettetemi di leggervi alcuni spunti dal programma elettorale di un Paese dove si sono appena svolte le elezioni: 75 miliardi per edilizia popolare in cinque anni; 5 per cento di aumento immediato degli stipendi del settore pubblico; salario minimo a 10 sterline l’ora; abbassamento dell’età pensionabile per lavori usuranti; patrimoniale sulla seconda casa (perché se non ci metti una spruzzatina di aggressività fiscale non riesci a presentarti come credibilmente di sinistra); naturalmente “più banda larga per tutti” (nell’originale era un’altra cosa, ma la banda larga si porta sempre anch’essa). (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd’Az). “Senzadubbiamente” voto a 16 anni: un programma di sinistra fantastico Allora apro e chiudo una riflessione: quando da intellettuale di sinistra cercavo di spiegare la lotta di classe…mi volete ancora nel Gruppo se dico queste cose? (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd’Az). Il mondo funziona in questo modo: i ricchi vogliono diventare più ricchi e i poveri vogliono diventare più poveri. In un uditorio normale qualcuno si sarebbe accorto che in questo discorso c’è qualcosa che non va, ma qua dentro non se n’è accorto nessuno. Purtroppo anche i poveri vogliono diventare più ricchi e sono di più. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd’Az). Allora, perché i poveri nel Regno Unito, che sono – ahimè – la maggioranza, dato che la concentrazione del reddito sta aumentando in modo preoccupante, non hanno votato il programma che veniva offerto loro da Corbyn? Ne ho parlato prima con alcuni colleghi della banda “infrarossa” del nostro spettro politico, i quali mi dicevano che questo è accaduto perché Corbyn è stato ondivago e mancava l’uomo forte al comando della sinistra. La verità è un’altra e ce lo dobbiamo dire, perché anche se quest’anno non abbiamo avuto la drammatizzazione del dialogo con Bruxelles (che poi è una città, dovremmo dire «con l’Unione europea»), la verità è che un programma come quello di Corbyn dentro l’Unione europea è inattuabile e gli inglesi ne hanno preso atto. Per questo hanno votato il partito conservatore, quello che gli proponeva credibilmente di uscire da questa gabbia. Perché è inattuabile il programma di Corbyn? È inattuabile – lo sappiamo ed è stato detto da tanti studiosi – perché il sistema, essendosi privato di alcuni fondamentali presidi di aggiustamento degli shock macroeconomici, per esempio la flessibilità del cambio, è costretto a ricorrere alla svalutazione interna, che è l’abbattimento dei salari. Continuiamo a menarla con questa storia che l’austerità serve a ridurre il debito pubblico; l’austerità serve a far aumentare sufficientemente la disoccupazione, perché i lavoratori accettino di essere pagati di meno nei Paesi che hanno bisogno di recuperare competitività: punto e accapo. È l’unico percorso possibile questo? Naturalmente no, ci sono altri percorsi, percorsi verso l’alto; bisognerebbe che le economie egemoni facessero programmi espansivi, finanziassero i loro investimenti per il bene dei loro cittadini, prima che di tutti gli altri, ma questo non succede. Si va sempre di più verso la logica dell’ognuno per sé e nessuno per tutti. Ma allora questa Unione Europea, che è tanto clemente con i bravi e tanto crudele con i reprobi, quali noi orgogliosamente siamo, a che cosa ci serve esattamente? Ci vogliamo porre questa domanda nel giorno in cui viviamo questo momento di approvazione di una legge procedurizzata dal famoso fiscal compact con il semestre europeo? Uno dei suoi usi lo chiarisce il caso della Norddeutsche Landesbank, che forse c’entra poco effettivamente con la discussione odierna, a parte il fatto che per questa storia del fare “due pesi e due misure”, già sapete che abbiamo un conto di un miliardo da pagare per salvare una delle nostre banche (ma non facciamo nomi a mercati aperti). Serve a condizionare le dinamiche economiche dei Paesi, serve a istituzionalizzare il metodo dei “due pesi e due misure”. Serve a far sì che un Paese del Nord, la Germania, possa continuare a salvare con soldi pubblici le sue banche; serve a massacrare noi quando cerchiamo di porre rimedio alle situazioni di crisi che si creano nel nostro Paese. A questo serve. Allora, la domanda è una sola. Cari colleghi, per quanto possiamo continuare ad accettare questo sistema, in cui – l’ho già detto, ma lo ripeto – non si riesce neanche a capire quale sia l’iter di esame di normative (prendiamo come esempio quella sul MES) che riguardano molto da vicino noi e il futuro dei nostri figli, mentre – di converso – viene strettamente procedurizzato con date limite e ultimatum (in modo da creare quella simpatica tensione sui mercati che ci tiene svegli) il processo di elaborazione della legge di bilancio, che invece dovrebbe essere un atto quanto meno di autonomia, l’atto massimo della potestà legislativa di un Paese? Non lo so. È una domanda che vi pongo. Ci si è accaniti sulle assurdità ancora presenti nel disegno di legge di bilancio in esame. Pensiamo però a quelle che sono state tolte, ad esempio al tentativo di riformare, per emendamento, il sistema delle autorità indipendenti, roba che sinceramente gridava vendetta al cielo e, grazie a Dio, i Presidenti di Commissione e di Assemblea hanno ritenuto di dichiarare inammissibili porcherie di quel tipo. Non voglio però accanirmi contro questa maggioranza. In questo momento si avvicina il Natale e vi scuso per aver scritto una legge di bilancio così abominevole. Non vi scuso però per il fatto che continuate a rinviare un dibattito e una riflessione sul tema vero: l’Unione europea ci serve o no? Se poi vogliamo decidere che il tema vero è quanti pezzi abbia un’automobile, mi documenterò e sarò lieto di avere un franco dibattito con il collega che mi ha preceduto. Secondo me, in un giorno come questo, il tema istituzionale del motivo per cui ci serve la tonnara in cui ci siamo lietamente infilati va evocato per due motivi. Anzitutto, perché c’è chi sta uscendo e perché noi ci siamo ancora dentro. E poi perché tutte le aporie che voi state incontrando nel gestire, da maggioranza rissosa, divisa inconcludente e incapace di governare questo Paese, alla fine sono riconducibili non a vostri limiti personali (ho il massimo rispetto per la vostra capacità politica ed esperienza), ma alle aporie del sistema su cui voi continuate a non voler riflettere e anche a voler negare agli altri il diritto di farlo. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd’Az). E questo, purtroppo, non vi sarà perdonato non tanto dal Gruppo a cui appartengo, ma dagli elettori. (Applausi dal Gruppo L-SP-PSd’Az. Congratulazioni).

Legislatura 18ª – Aula – Resoconto stenografico della seduta n. 174 del 13/12/2019 (Bozze non corrette
redatte in corso di seduta)
BAGNAI (L-SP-PSd’Az). Signor Presidente, io ho scelto il tema che scelgono gli studenti poco preparati e
un po’ scarsi, il tema di attualità.
Non è purtroppo un segreto che nella mia precedente professione, quella di docente universitario e di
intellettuale libero nel dibattito, io avessi una propensione, un’appartenenza politica di Sinistra.
Purtroppo non è un segreto perché il giovane collega Morelli della Camera bassa, nel suo spirito sempre
sbarazzino, lo ha detto di fronte ad alcune centinaia di persone (secondo le fonti giornalistiche) in Piazza
San Giovanni; io ne ho viste alcune centinaia di migliaia, ma non mi soffermo sugli zeri. Allora, per
ravv...

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