Il sindaco Turetta licenzia il suo vice – “Il gazzettino” 18/03/2007

Domenica, 18 Marzo 2007
 

 

SACCOLONGO La clamorosa decisione perchè non si è dissociato da una interrogazione di Zanon (An) sul piano regolatore

Il sindaco Turetta licenzia il suo vice

Girolamo Pezzano, che aveva votato la variante, non commenta: tutto è in mano alla federazione

Saccolongo

Il vicesindaco Girolamo Pezzano, iscritto ad Alleanza Nazionale, non prende pubblicamente le distanze dall’interrogazione presentata un mese fa dal consigliere regionale di An, Raffaele Zanon, contro il piano regolatore del Comune di Saccolongo e il sindaco Dorella Turetta attua i provvedimenti annunciati. Da giovedì mattina Girolamo Pezzano non è più assessore e neppure vicesindaco. Il giorno dopo l’approvazione del bilancio di previsione arriva la “sorpresa” in giunta, con il ritiro delle deleghe al bilancio, tributi, sicurezza e polizia municipale a Pezzano, che per il momento sono state prese in carica dal sindaco stesso, e l’assegnazione della carica di vicesindaco all’assessore all’ambiente Armando Santi.

Una possibilità che il sindaco Turetta spiega essere stata annunciata a suo tempo, all’ex assessore Pezzano e al circolo locale di An, se non fosse arrivata chiara la dissociazione dall’interrogazione di Zanon. “Dopo la mia risposta al consigliere Zanon – ha spiegato il sindaco Turetta – ho inviato una lettera al presidente del circolo di An e a Pezzano chiedendo spiegazioni per quanto accaduto e invitandoli a prendere le distanze, cosa che non è mai avvenuta. Il piano regolatore è stato votato anche dal vicesindaco e ho richiesto che pubblicamente si dissociasse da quanto accaduto e sostenesse così le scelte politiche amministrazione. Purtroppo questo non è avvenuto e a distanza di un mese ho attuato i provvedimenti che avevo annunciato”.

Ai primi di febbraio l’interrogazione di Zanon, che era intervenuto sulla variante al Prg approvata nel febbraio del 2005 dall’amministrazione comunale di Saccolongo al fine di conoscere le motivazioni che avevano portato l’amministrazione a rendere edificabile una zona inserita in un importante contesto storico-culturale e un mese e mezzo dopo il ritiro delle deleghe a Pezzano, che ora siede fra i consiglieri di maggioranza. “Sono sereno e soprattutto con la coscienza a posto – ha commentato la decisione attuata nei suoi confronti l’ex vicesindaco Pezzano – ma prima di fare qualsiasi dichiarazione voglio aspettare per conoscere le precise motivazioni della decisione presa dal sindaco. Tuttavia, visto che è stato il mio partito, Alleanza Nazionale, a chiedermi nel 2004 di fare il vicesindaco, successivamente nominato, ora la vicenda è nelle mani dei dirigenti della Federazione provinciale di AN e del circolo di Saccolongo “.

Barbara Turetta

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Ascierto è presidente provinciale di An – “il Gazzettino” 05/03/2007

Lunedì, 5 Marzo 2007
 

Ieri mattina al congresso annullati gli interventi dei relatori per mancanza di… pubblico. Ma sono stati ben 1.582 gli iscritti che hanno votato

Ascierto è presidente provinciale di An

Ha vinto con 907 voti. «Punterò su una nuova classe dirigente». Drago, lo sconfitto: «C’erano strategie più alte di noi»

Filippo Ascierto , 49 anni, ex maresciallo dell’Arma, avellinese di nascita ma padovano d’adozione, è il nuovo presidente provinciale di Alleanza nazionale. Ascierto , che è al suo secondo mandato come parlamentare, è stato eletto dai tesserati che ieri dalle 10 alle 18 si sono recati al seggio della Fiera. Alla fine su 2.899 votanti si sono presentati in 1.582. I voti validi sono stati 1.567, 2 le bianche e 13 le schede nulle. Ascierto ha avuto 907 voti, Drago 660.

«Hanno vinto i circoli, soprattutto quelli della provincia. Hanno vinto i giovani, ha vinto la passione politica, quella fatta tra la gente – ha detto Ascierto a caldo – E continueremo come abbiamo fatto in questi mesi. Punterò su una nuova classe dirigente. I miei concorrenti mi hanno aiutato, tutta la classe dirigente del partito mi era contro. O sapevano che avevo un’ampia fascia di consenso, oppure non l’hanno valutata». Perché pochi hanno partecipato ai lavori? «Questo congresso ha visto un clima molto velenoso e molte persone si sentivano tirare per la giacca. Preferivano non palesare la simpatia per me per qualche timore. L’onore delle armi a Drago va dato perché rimane una risorsa del partito, cercherò il dialogo».

«Poteva essere un esperimento interessante quello di un non-missino alla presidenza di una federazione delle più storiche, prestigiose e purtroppo anche decadute – dice Andrea Drago – L’elettorato ha preferito una scelta di continuità. Allora lascio l’onere di gestire una Federazione così malconcia e sono a disposizione del partito. È un bel regalo agli altri la pubblicità in negativo che ci siamo fatti e questo è il mio rammarico. Ringrazio quanti mi hanno sostenuto: Eravamo sfavoriti ma abbiamo combattuto, però ci sono stati dei giochi che non potevamo controllare, strategie che passavano sopra la nostra testa». Non dice di più, ma il riferimento è a pacchetti di voti che sarebbero passati da lui ad Ascierto in chiave del congresso regionale.È stato un congresso dal dibattito politico inesistente, circostanza ancor più paradossale nel momento in cui si presentavano ai nastri di partenza due candidati con idee sul partito molto distinte. Il risultato di tutto questo è che ieri mattina, quando si sarebbero dovuti effettuare, dalle 10 alle 11, gli ultimi interventi, questa fase è stata annullata per mancanza di… pubblico. Quel che interessava insomma era il voto e i 18 delegati da mandare al congresso regionale e, da quel che si è visto, Padova non sarà tutta col segretario uscente, Giorgetti.

Ma non basta. Per dare un’idea del clima in cui è avvenuto il congresso, nel pomeriggio al presidente della commissione elettorale, il senatore Alberto Balboni, era arrivata una mozione sottoscritta da 12 firme, la prima del professor Vincenzo Quagliato, che lo invitava a tenere presente l’incompatibilità di fatto di Filippo Ascierto alla carica di presidente provinciale in quanto essendo un parlamentare sarebbe stato occupato per quasi tutta la settimana a Roma, alla Camera. E la mozione si appellava a Roma perché il nuovo statuto, entrato in vigore il primo gennaio, tra le incompatibilità prevedesse anche questa.

Mauro Giacon

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Sentenza consiglio di Stato “Green Residence”

Ecco qua la sentenza completa del consiglio di stato in formato PDF.

Sentenza Consiglio di stato green residence

Ben volentieri risparmio la ricerca in rete ospitando il documento nel mio sito.

Spero come al solito di fornire un servizio utile e gradito.

Genky

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Il Comune stoppa la lottizzazione Montecchia – Il Gazzettino 03/03/07

Sabato, 3 Marzo 2007
 

 

SACCOLONGO Il Consiglio di Stato corregge la sentenza del Tar dando ragione all’ente locale sui 40 mila mq dell’area urbanistica Green Residence della BBF Costruzioni

Il Comune stoppa la lottizzazione Montecchia

L’area torna agricola. La ditta intendeva realizzare strutture ricettive e impianti sportivi nonostante una linea elettrica da 380 kv

Saccolongo

Il Consiglio di Stato ha dato ragione all’amministrazione comunale di Saccolongo e i 40.000 mq dell’area urbanistica Green Residence Montecchia, di proprietà della BBF Costruzioni, torneranno ad essere agricoli. Si è conclusa con la vittoria dell’amministrazione Turetta la controversia apertasi nell’estate del 2004 con la ditta BBF, che nell’area in questione doveva costruire strutture ricettive e impianti sportivi, a fianco dei dodici lotti già edificati con abitazioni. Lo stop ai progetti in quell’area, ancora da realizzare e convenzionare, è arrivato con l’insediamento della nuova amministrazione che ha voluto verificare la scelta urbanistica che ha permesso di cambiare la destinazione d’uso dei terreni, che da agricoli con vincoli ambientali sono diventati residenziali con impianti sportivi, senza tenere in considerazioni che i terreni in questione sono attraversati da una linea elettrica di 380kv. Un’azione che ha spinto la BBF ad impugnare le due delibere, dove l’amministrazione chiedeva di introdurre nell’area una fascia di rispetto dall’elettrodotto e di riportare ad agricola la destinazione d’uso dell’area, aggiudicandosi la sentenza del Tar.

Vittoria che non ha fermata l’amministrazione che, sicura di aver ben argomentato la propria posizione, ha fatto ricorso al Consiglio di Stato con il rischio di dover pagare diversi milioni di euro in caso di perdita. “Il Consiglio di Stato ha corretto una sentenza del Tar presa affrettatamente – ha commentato soddisfatto il sindaco Dorella Turetta – dove in sede di sospensiva, senza nemmeno fissare un’apposita udienza di merito, il Tar aveva ritenuto le nostre delibere non ben motivate. I giudici del Consiglio di Stato hanno invece accertato che il Comune ha indicato in maniera chiara, ed esaustiva, le ragioni di pubblico interesse che giustificavano il mutamento della qualificazione urbanistica dell’area in questione. Ringrazio il nostro avvocato Sergio dal Prà – ha proseguito il sindaco – che si è sempre dimostrato fiducioso e i componenti della maggioranza perché hanno sempre sostenuto le mie iniziative in merito a questa vertenza giudiziaria, nonostante il terrorismo psicologico esercitato nei loro confronti dai nostri avversari. I pesanti attacchi personali che ho subito, anche da parte dei colleghi difensori della BBF, rendono per me questa vittoria ancora più gratificante. Sentenza che ci ha reso giustizia anche contro la campagna diffamatoria avviata dai nostri avversari politici, che hanno diffuso a più riprese notizie false sull’esito della causa”.

Ba.T.

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